“Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, Italia 2015 (Cannes 2015)

il racconto dei racconti (2)

Adattare le fiabe del 1600 raccolte nell’opera “Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille” di Giambattista Basile non è cosa facile nel 2015. L’opera è quasi ormai dimenticata dai genitori ed i bambini non sanno neppure cosa sia. La scelta di proporre il film al pubblico come ai compratori del mercato di Cannes come una produzione di genere fantasy è quasi letale per il destino del film. Le nuove generazioni, abituate al genere fantasy che dal “Signore degli anelli” va fino al “Trono di spade“, potrebbero rimanere davvero molto delusi da un film che non rispetta quei parametri essendo altro. In realtà l’opera di Garrone è uno dei film più belli ed interessanti girati in questi ultimi anni in Italia, proprio la sua scelta di raccontare delle favole barocche apre la strada ad una nuova via per il cinema italiano che potrebbe attingere dal suo patrimonio culturale ed artistico per un modo nuovo e personale di fare cinema per tutto il mondo. Il film di Garrone è un’ode all’equilibrio, ogni personaggio per trovare felicità o salvezza deve trovare il giusto modo di vivere le cose, imparare a contare sui suoi mezzi ed affrontare con coraggio le disgrazie della vita, una morale sempre attuale che potrebbe funzionare molto bene con il pubblico giovane. L’equilibrio come metafora dell’esistenza umana è pienamente rappresentato in molte sequenze del film e viene consacrato nella meravigliosa scena finale dell’equilibrista sul filo di fuoco. Garrone realizza un film esportabile ma anche di grande valore nazionale, un lungometraggio che rivela la qualità delle maestranze cinematografiche italiane ed indica la via per un cinema di qualità commestibile al pubblico giovane o al pubblico meno colto.

Daniele Clementi

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2 thoughts on ““Il racconto dei racconti” di Matteo Garrone, Italia 2015 (Cannes 2015)

  1. Antonella Msncini ha detto:

    Il tuo commento allarga il cuore….. (ma bisogna superare ì’equivoco iniziale quando introduci l’aggettivo “letale”. Bisogna rileggere due volte per capire ma…. come dicevo, alla fine si allarga il cuore.

    Antonella M.

  2. martinabianco ha detto:

    L’ha ribloggato su lesorellebiancoe ha commentato:
    Assolutamente geniale !!!!!!!

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